Investigazioni su falsa malattia e controllo degli orari di reperibilità fiscale, certificati medici incompatibili allo stato di salute e convalescenza dichiatati, secondo lavoro non autorizzato, con report tecnici forensi-probatori conformi a supportare contestazioni disciplinari, giusta causa di licenziamento e cause di lavoro.

Indagini su Falsa Malattia Simulata
Certificati di malattia “strategici”, assenze ripetute in prossimità di ponti e festività, condotte manifestamente incompatibili con lo stato di salute dichiarato sono situazioni che molte aziende conoscono bene.

La malattia simulata o strumentalizzata:
→ incrina il vincolo fiduciario tra datore di lavoro e lavoratore;
→ genera costi, disservizi e tensioni all’interno dei team;
→ può integrare una giusta causa o un giustificato motivo di licenziamento, se adeguatamente provata.

Con indagini specialistiche raccogliamo evidenze idonee a tutelare l’azienda e a sostenere il procedimento disciplinare in sede sindacale e davanti al giudice del lavoro, nel pieno rispetto dello Statuto dei lavoratori, della normativa privacy e delle regole sui controlli difensivi. 

Premessa tecnica

Nel lavoro subordinato, accertare che un lavoratore in malattia svolga attività incompatibili con la patologia dichiarata richiede un approccio:
→ mirato (no controlli indiscriminati su tutti);
→ documentato (metodo e strumenti esplicitati);
→ conforme al quadro normativo (controlli difensivi, non sorveglianza generalizzata).

Per essere utilizzabili:
→ le prove devono derivare da acquisizioni lecite e tracciate;
→ l’analisi deve essere replicabile (chiunque, con gli stessi dati, deve poter verificare il percorso logico);
→ la relazione deve essere leggibile da HR, legali e giudici.

Il nostro approccio integra:
→ sorveglianza discreta sul campo;
→ OSINT e, dove opportuno, digital forensics su dati aziendali;
→ consulenza medico-legale per valutare la compatibilità tra condotte e patologia.

Tutte le attività sono inserite in una catena di custodia che parte dalla raccolta e arriva alla produzione in giudizio.

Intervento rapido 24/7

Quando emergono sospetti su una malattia, la temporalità è decisiva:
→ più si attende, più è facile che le condotte “tornino sotto traccia”;
→ si riduce la possibilità di cogliere il lavoratore in attività incompatibili;
→ rischiano di sovrapporsi nuovi certificati e nuove giustificazioni.

Per questo disponiamo di una unità di risposta rapida attivabile 24/7:
→ stabilizzazione del perimetro informativo (mail, chat, badge, log di accesso) per evitare cancellazioni o manipolazioni;
→ definizione immediata di un piano di indagine con obiettivi probatori, rischi residui e calendarizzazione delle uscite sul campo;
→ coordinamento costante con HR, legale e DPO aziendale, così che nessuno agisca in modo scollegato.

L’azienda mantiene il controllo del processo dall’inizio alla fine.

Perché scegliere il nostro team

Punti di forza:
» disponibilità h24 in caso di assenze sospette in corso;
» integrazione tra indagine “sul territorio” e analisi digitale (social, marketplace, dati aziendali);
» report forensi firmati digitalmente con hash SHA-256/512 e inventario dei reperti;
» focus sul contenzioso: dossier strutturati per contestazione disciplinare, audizione sindacale e causa di lavoro.

Obiettivo: fornire elementi di fatto chiari e difendibili, evitando sia la “caccia alle streghe” sia contestazioni generiche e poco robuste.

Ambiti tipici di indagine

Alcune macro-aree su cui operiamo più spesso.

Attività incompatibili
Documentiamo comportamenti manifestamente in contrasto con la malattia dichiarata: sport impegnativi, lavori manuali, attività ricreative ad alta intensità.

Servizi principali:
» sorveglianza discreta in orari e luoghi chiave;
» riprese video HD di condotte significative;
» verifiche su accessi a palestre, impianti, cantieri, sedi esterne.

Doppio lavoro e attività retribuite
Accertiamo eventuali incarichi paralleli, anche in smart working o in forma autonoma, nei periodi di malattia.

Servizi principali:
» OSINT su siti, social, marketplace, annunci, recensioni;
» correlazione con brand, P.IVA, attività economiche note;
» acquisizione di elementi utili (es. presenza in negozio, pubblicità, orari di apertura).

Vacanze mascherate e spostamenti
Verifichiamo se il lavoratore, durante la malattia, si trovi stabilmente in altro luogo (al mare, in montagna, all’estero) senza averlo comunicato.

Servizi principali:
» riscontro di spostamenti tramite fonti lecite (social pubblici, recensioni, foto, informazioni già in atti);
» sorveglianza discreta su domicilio effettivo e luoghi di soggiorno noti;
» correlazione tra date di malattia e permanenza fuori domicilio di reperibilità.

Uso strumentale della malattia
Individuiamo pattern (assenti sempre il lunedì, in chiusura di mese, in concomitanza di picchi produttivi) o prolungamenti sospetti delle prognosi.

Servizi principali:
» costruzione della timeline assenze con indicatori di contesto (periodi caldi per l’azienda);
» confronto tra referti, terapie e condotte osservate;
» parere medico-legale su compatibilità o meno delle attività svolte.

Workflow operativo

Il nostro metodo segue sei fasi:

1) Assessment iniziale Raccolta di documentazione e segnalazioni (certificati, storico assenze, note dei responsabili, eventuali. email già agli atti).

2) Piano d’indagine Definizione degli obiettivi (incompatibilità, doppio lavoro, spostamenti), dei limiti normativi e delle finestre temporali di maggiore interesse; coordinamento con HR e legale.

3) Rilievi sul campo Sorveglianza discreta e osservazione, con riprese e foto nei momenti chiave, sempre nel rispetto della liceità (nessun ingresso in luoghi di privata dimora).

4) Forensics e OSINT Analisi lecita di social, marketplace, recensioni, siti; uso di dati tecnici solo se già agli atti o ottenuti attraverso canali legittimi (es. documentazione prodotta in causa).

5) Correlazione delle evidenze Incrocio tra giornate di malattia, attività osservate, eventuali spostamenti, informazioni economiche e quadro clinico.

6) Dossier finale Relazione cronologica con allegati multimediali autenticati, hash di verifica e descrizione della metodologia, pronta per sostenere la contestazione e la difesa in giudizio.

Metodologia e cautele

Per ridurre il rischio di eccezioni su controlli illegittimi o prove inutilizzabili:
→ effettuiamo le riprese da luoghi pubblici o aperti al pubblico, evitando intrusioni nel domicilio;
→ documentiamo strumenti, tempi e posizioni di osservazione;
→ incrociamo i dati di campo con dati aziendali (badge, turni, registri presenze) solo se strettamente necessari e nei limiti di legge;
→ adottiamo criteri di minimizzazione: raccogliamo solo ciò che è funzionale alle finalità difensive;
→ memorizziamo tutto in forma cifrata, con accessi loggati, e produciamo i fascicoli in formato PDF/A.

In questo modo il quadro probatorio è solido sia sul piano fattuale sia su quello formale.

Prove e ammissibilità

Ogni indagine produce un fascicolo strutturato per l’uso disciplinare e giudiziario:
→ catena di custodia completa (chi ha raccolto cosa, quando, con quali strumenti);
→ relazione firmata digitalmente con hash per i file allegati;
→ timeline delle condotte, con collegamenti chiari tra giornate di malattia e attività incompatibili;
→ riferimento esplicito alle norme e alle prassi tecniche seguite.

Il materiale è pensato per:
→ contestazione disciplinare interna;
→ procedimento sindacale o confronto con il lavoratore;
→ giudizio del lavoro, in cui il legale aziendale potrà valorizzare le evidenze raccolte.

Team e credenziali

Il nostro team unisce competenze diverse:
→ investigatori privati autorizzati ex art. 134 T.U.L.P.S., esperti in indagini in ambito lavoro;
→ analisti OSINT e specialisti digital forensics per la parte web/social e digitale;
→ consulenti medico-legali per la lettura tecnica dei certificati e la valutazione delle condotte;
→ professionisti abituati a redigere dossier court-ready e a testimoniare (come CTP o testimoni qualificati) in udienza.

Il piano di lavoro viene sempre condiviso con HR e legale, con aggiornamenti periodici tracciati.

Casi pratici e giurisprudenza

Esempi anonimi.

Caso 1
Attività sportiva durante la malattia Lavoratore in malattia per problemi muscolo-scheletrici, ripetutamente ripreso mentre svolge attività sportiva intensa in palestra e in gara.

Esito: licenziamento per giusta causa confermato in giudizio, sulla base di video, calendario assenze e parere medico-legale.

Caso 2
Doppio lavoro retribuito Nel periodo di malattia, il lavoratore svolge attività continuativa presso esercizio di terzi. OSINT (recensioni, post social, orari di apertura) e rilievi sul posto confermano la prestazione.

Esito: licenziamento considerato legittimo in sede disciplinare e giudiziale.

Caso 3
Viaggio non comunicato Durante la malattia emergono evidenze di viaggio all’estero (contenuti social pubblici, scontrini, comunicazioni in atti). Le date combaciano con il periodo di assenza.

Esito: sanzione e successivo licenziamento confermati in causa di lavoro.

Giurisprudenza spesso richiamata:
» Cass. n. 17113/2016 – attività agonistica durante la malattia, licenziamento legittimo;
» Cass. n. 9217/2016 – il certificato medico non basta a escludere la simulazione, se la condotta dimostra altro;
» Cass. n. 8208/2020 – condotte che ritardano la guarigione possono integrare giusta causa.

Norme e standard di riferimento


Lavoro e controlli
» art. 2119 c.c. (giusta causa di licenziamento);
» L. 300/1970 (Statuto dei lavoratori), art. 4 (controlli a distanza) e interpretazioni in tema di controlli difensivi;
» normativa INPS su controlli e visite fiscali (strumenti distinti ma complementari alle indagini).

Privacy
» Reg. UE 2016/679 (GDPR);
» D.Lgs. 196/2003, con particolare attenzione a videosorveglianza, dati di traffico e controlli sul lavoratore.

Standard tecnici
» ISO/IEC 27037 (raccolta e conservazione di evidenze digitali);
» ISO/IEC 27041 e 27042 (validazione e analisi);
» best practice forensi e linee guida delle Autorità in materia di controlli in ambito lavoro.

Muoversi dentro questo perimetro riduce il rischio che prove importanti vengano contestate per vizi formali.

INDAGINI SU FALSA MALATTIA E INFORTUNIO


Se stai valutando un’azione disciplinare o un possibile licenziamento per malattia simulata, è essenziale basarsi su fatti e non solo su sensazioni.

Possiamo aiutarti a:
→ capire se ci sono elementi concreti per avviare un’indagine;
→ raccogliere prove in modo lecito e strutturato;
→ predisporre un dossier utilizzabile in fase sindacale e davanti al giudice del lavoro.

Contattaci per un confronto riservato: riceverai una proposta di piano di indagine, tempi e costi, senza impegno.

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Tel. +39 348 740 7 740
FAQS

Possiamo avviare indagini in caso di sospetta falsa malattia?

Sì. Le indagini sono ammesse se:
→ affidate a investigatori autorizzati ex art. 134 T.U.L.P.S.;
→ impostate come controlli difensivi su casi specifici, non come sorveglianza indiscriminata;
→ rispettano Statuto dei lavoratori, privacy e policy aziendali.

Prima di iniziare, condividiamo sempre con il legale aziendale obiettivi e cautele.

La visita fiscale è sufficiente?

La visita fiscale è uno strumento importante, ma da sola spesso non basta.

Certifica:
→ presenza o assenza del lavoratore in una precisa fascia oraria;
→ lo stato al momento del controllo.

Non dice:
→ cosa fa il lavoratore nel resto della giornata;
→ se svolge attività retribuite o si sposta dal domicilio senza avviso;
→ se mette a rischio o ritarda la guarigione.

Le indagini servono proprio a colmare questi “angoli ciechi”.

Possiamo usare droni o telecamere nascoste?

Tecniche particolarmente invasive (droni, telecamere nascoste, microcamere) richiedono grande prudenza.

In generale:
→ si privilegiano osservazioni da luoghi pubblici o aperti al pubblico;
→ l’uso di strumenti “nascosti” viene valutato caso per caso con il legale, alla luce di privacy, domicilio e norme sui controlli a distanza;
→ ciò che viene raccolto in modo illecito rischia di essere inutilizzabile e di esporre l’azienda a ulteriori contestazioni.

Meglio un set di prove meno spettacolare ma pienamente valido.

I post social sono utilizzabili come prova?

Sì, se acquisiti correttamente.

Per renderli più forti in giudizio:
→ evitiamo semplici screenshot non certificati;
→ effettuiamo acquisizioni da social e web con strumenti forensi, salvando URL, metadati, timestamp e hash;
→ accompagniamo il tutto con una relazione tecnica che spiega come e quando è stato acquisito il contenuto.

In questo modo il giudice e il CTU possono attribuire un peso concreto alle evidenze online.

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