Ogni operazione di sorveglianza segue un iter strutturato, pensato per ridurre rischi, costi e margini d’errore.
Brief iniziale
→ definizione del target (persona, veicolo, luoghi abituali);
→ inquadramento giuridico del caso (civile, penale, lavoro, famiglia);
→ individuazione dei KPI probatori (cosa dimostrare, in quali fasce orarie, per quanti giorni).
Pre-survey
→ sopralluogo delle aree interessate, studio di vie d’accesso, parcheggi, punti ciechi;
→ valutazione della visibilità diurna/notturna e dei limiti logistici;
→ eventuale installazione di sensori mimetici low-power in contesti consentiti.
Appostamento statico
→ posizionamento di operatori con camere long-range stabilizzate, teleobiettivi IR, micro body-cam;
→ osservazione discreta di ingressi/uscite, incontri, carico/scarico merci.
Pedinamento dinamico
→ squadre coordinate in auto, moto e a piedi;
→ uso di tracker GPS 4G/5G con geo-fence su veicoli, ove lecito e proporzionato;
→ impiego mirato di droni civili sub-250 g per riprese aeree, solo dove consentito dalla normativa aeronautica e dalla privacy.
Acquisizione prove
→ foto in formato RAW e video 4K con time-stamp sincronizzati NTP;
→ note vocali time-stamp per annotare contesto, orari, condizioni del traffico;
→ log geolocalizzati esportabili in formato tecnico.
Report forense
→ dossier PDF/A firmato digitalmente, con hash SHA-256 dei file allegati;
→ tavole sinottiche e timeline degli eventi, facilmente citabili in atti e memorie;
→ indicazione puntuale di luoghi, orari e dispositivi utilizzati per ogni evidenza.