Ogni colloquio segue una procedura standardizzata, adattata al contesto del caso e alle indicazioni del difensore.
1. Brief legale
→ analisi del fascicolo, dei punti controversi e dei quesiti probatori;
→ definizione dei KPI dell’intervista (cosa si vuole chiarire, cosa è già documentato).
2. Rintraccio e contatto soft
→ localizzazione del testimone in Italia o UE;
→ primo contatto improntato a trasparenza, senza pressioni o promesse indebite;
→ pre-screening reputazionale e di eventuali conflitti di interesse.
3. Setting riservato
→ scelta di una location neutra e riservata, oppure video-conference cifrata end-to-end;
→ predisposizione di strumenti audio-video, check della qualità fonica e visiva;
→ informativa sui diritti del testimone, sulla libertà di interrompere l’intervista e sul trattamento dei dati personali.
4. Intervista cognitiva
→ adozione di protocolli PEACE / CI-Enhanced per favorire un ricordo accurato e ridurre il rischio di suggestione;
→ uso di domande aperte, esplorazione dei dettagli, verifica delle coerenze temporali;
→ annotazioni interne dell’investigatore su segnali di stress, esitazioni, eventuali incongruenze.
5. Audio-video recording e verbalizzazione
→ registrazione su dispositivi certificati, con doppia copia e hash SHA-256;
→ sincronizzazione con timestamp NTP e annotazioni di contesto (luogo, orario, presenti);
→ stesura del verbale forense, con eventuale firma grafometrica, CNS o modalità previste dall’art. 391-ter c.p.p.
L’intero iter viene documentato in modo da renderlo ricostruibile e spiegabile in sede di udienza o CTU/CTP.