Ogni perizia fonica forense segue un protocollo strutturato che tiene insieme data forensics, acustica e linguistica.
1) Acquisizione forense
→ imaging bit-stream di supporti digitali (smartphone, PC, registratori, cloud) con write-blocker dove necessario;
→ calcolo e verifica di hash SHA-256 e, se opportuno, MD5, per garantire integrità e tracciabilità del file.
2) Authenticity check
→ analisi dei metadati, dei codec, delle tracce di editing e delle discrepanze temporali;
→ ricerca di cut, splice, ricampionamenti o compressioni successive che possano indicare manipolazioni.
3) Enhancement & denoise
→ filtraggio adattivo, de-noise multibanda, de-reverberazione e algoritmi di speech enhancement basati su AI, sempre documentando livelli di intervento;
→ valutazione dell’effetto degli interventi sulla comprensibilità e sulla naturalezza del parlato.
4) Speaker comparison
→ confronto voce di riferimento / voce ignota con approccio Likelihood Ratio e modelli x-vector + PLDA (o tecniche equivalenti);
→ valutazione combinata di parametri acustico-fonetici, linguistici e statistici, con esito espresso su scala ENFSI.
5) Trascrizione forense
→ redazione di trascrizioni time-coded con indicazione di pause, sovrapposizioni, segmenti non intellegibili;
→ specifica delle parti ipotetiche o incerte, per evitare che il testo sembri più chiaro dell’audio originale.
6) Report & testimony
→ relazione tecnica con spettrogrammi, grafici riassuntivi e valori LR commentati in linguaggio comprensibile;
→ disponibilità del perito a illustrare i risultati in aula o in arbitrato, con materiali di supporto visivo.
Tutto il workflow è documentato in modo da poter essere ricostruito passo dopo passo in sede di controesame.