Per garantire trasparenza e replicabilità, ogni incarico segue un protocollo di audit forense articolato in fasi chiare.
1) Data harvesting e acquisizione
→ raccolta di bilanci, situazioni contabili, estratti conto, report gestionali, dati ERP e CRM;
→ nei casi complessi, acquisizione forense dei database (con hash e log) per preservare l’ammissibilità probatoria.
2) Normalizzazione contabile
→ riconciliazione fra contabilità generale, bilanci depositati, dichiarazioni fiscali e reporting interno;
→ riclassificazione dei prospetti economici e patrimoniali, separando componenti straordinarie e poste non ricorrenti.
3) Modellazione economica del danno
→ scelta del modello (Before/After, Yardstick, DCF, Market Share Method, analisi Monte Carlo) più coerente con il caso;
→ costruzione di scenari “senza evento dannoso” e confronto con quanto effettivamente accaduto;
→ determinazione del danno emergente, del lucro cessante e, ove configurabile, della perdita di chance.
4) Validation e sensitivity analysis
→ test di coerenza interna fra volumi, prezzi, margini, costi diretti e indiretti;
→ analisi di sensitività sulle variabili chiave (tasso di crescita, margine, tasso di attualizzazione).
5) Report “court-ready”
→ elaborato con struttura chiara (premessa, metodo, dati, calcoli, conclusioni) e allegati Excel replicabili;
→ grafici e schemi per consentire al giudice di seguire il ragionamento senza essere specialista di bilancio.