Prevenzione, rilevamento e gestione degli attacchi informatici con vulnerability assessment, penetration test (Red Team), threat hunting, malware analysis e incident response (containment, forensics, remediation).
La CyberSecurity è una disciplina tecnica e organizzativa che trasforma eventi digitali in evidenze utilizzabili per decisioni operative e conformità.
L’elemento distintivo non è la singola tecnologia, ma la tracciabilità: dal controllo preventivo alla risposta, ogni passaggio è progettato, misurato e documentato.
Questo consente di verificare il nesso tra vulnerabilità, evento, log e decisione presa, e di ricostruire in modo indipendente il percorso che ha condotto al contenimento e al ripristino.
In sintesi
→ Scopo: prevenire, rilevare, contenere e ripristinare con evidenze verificabili.
→ Valore: decisioni tracciabili e difendibili (audit/regolatori/forense).
→ Esito: dossier tecnico strutturato per uso interno, regolatorio o legale.
Nel quotidiano aziendale, la sicurezza non è un “evento”, ma un processo che tocca persone, tecnologie e terze parti. In ambito operativo, una phishing campaign può compromettere credenziali SSO e generare movimenti laterali; in cloud, errori di configuration baseline espongono bucket e dati personali; in produzione, un protocollo OT non segmentato apre la strada a fermi impianto.
Dopo un data-breach, la priorità è ridurre l’impatto: contenere, conservare le prove digitali e comunicare in modo coerente a clienti e autorità. In fase proattiva, PenTest e Red Team portano alla luce debolezze reali e processi da correggere prima che diventino incidenti.
In sintesi
→ Incidenti: ransomware, account/endpoint compromessi, data exfiltration, supply-chain attack.
→ Prevenzione: vulnerability assessment, PenTest (network/web/cloud/OT), hardening.
→ Postura: threat hunting continuo, tuning SIEM/EDR/XDR, tabletop & post-incident review.
→ Comunicazioni: supporto a notifiche GDPR/NIS2 e messaggi verso stakeholder.
Per SOC/IT Security, l’output è operativo: indicatori di compromissione, priorità di contenimento, firme di rilevazione e playbook eseguibili. Per CISO/Compliance e DPO, la mappa dei rischi si traduce in registri, controlli e piani di remediation con responsabilità e tempi. Per Legal/Board, una timeline chiara collega eventi, decisioni e impatti su continuità, reputazione e adempimenti regolatori, consentendo scelte rapide e documentate.
In sintesi
→ Operatività: IOC/IOA, regole SIEM, piani di contenimento/ripristino.
→ Governance: risk register, roadmap e ownership dei controlli.
→ Decisione: executive/board pack, basi per notifiche e difesa.
La conformità è intrinseca al servizio. NIS2 introduce obblighi su gestione del rischio, segnalazioni e business continuity. Il GDPR richiede minimizzazione, sicurezza e — quando ricorrono i presupposti — notifica del violazione entro 72 ore. ISO/IEC 27001/27002 forniscono il sistema di gestione e i controlli; NIST CSF e MITRE ATT&CK aiutano a strutturare la postura e l’analisi delle TTP avversarie.
Quando le evidenze devono sostenere azioni legali, si applicano catena di custodia e — ove pertinente — marca temporale.
In sintesi
→ NIS2/GDPR: gestione rischio, sicurezza, notifiche e accountability.
→ ISO/IEC 27001/27002: SGSI e controlli organizzativi/tecnici.
→ NIST CSF & MITRE ATT&CK: postura, detection e risposta strutturate.
Il scoping definisce obiettivi, asset e basi giuridiche. La preservation riduce il rischio di alterazioni: snapshot controllati, esportazioni firmate, segregazione ambienti. L’acquisizione di artefatti privilegia procedure ripetibili (immagini forensi, estrazioni di log con firma); quando non possibile, si opera a livello logico mantenendo piena tracciabilità.
L’integrità delle evidenze è attestata con impronte hash (es. SHA-256/512) e registri di custodia; l’analisi correla segnali e spiega ipotesi e grado di confidenza. La documentazione separa fatti, assunzioni e raccomandazioni, per consentire controlli di terze parti.
In sintesi
→ Scoping: obiettivi, perimetro, basi giuridiche e criteri di pertinenza.
→ Acquisition: immagini/log con chain-of-custody e hash.
→ Reporting: metodo, risultati e allegati verificabili.
Si parte da prepare (politiche, inventario, esercitazioni) e detect (monitoring e casi d’uso). In contain si isolano host/utenze, si attivano regole di blocco e si preservano le prove. Eradicate rimuove cause e persistenze; recover ripristina servizi e dati con validazioni; improve converte incidenti in correzioni strutturali sul modello di minaccia e sui controlli, riducendo MTTR e rischio residuo.
In sintesi
→ Prepare → Detect → Contain → Eradicate → Recover → Improve.
→ War-room, decision log e after action review.
→ Metriche: MTTA/MTTR, copertura d’uso-caso e riduzione esposizione.
Endpoint e server forniscono event log, tracce di processo, artefatti di file system e registro. Le reti producono flussi NetFlow/PCAP, eventi IDS/WAF e proxy logs. I provider cloud espongono audit trail e configurazioni; in OT si analizzano controller, gateway e telemetrie specifiche. Ticketing, CMDB e change log consentono di correlare persone, tempi e modifiche.
In sintesi
→ Endpoint/Server: log, processi, artefatti e configurazioni.
→ Network/Cloud/OT: flussi, audit trail, eventi di sicurezza.
→ ITSM/CMDB: correlazioni organizzative e di processo.
I tempi dipendono da ampiezza del perimetro, urgenza e profondità d’analisi. Un triage accurato entro poche ore consente di definire priorità e blocchi minimi; un PenTest su perimetro medio richiede tipicamente 5–15 giorni; l’incident response si misura in ore/giorni in base a estensione e criticità.
Il costo riflette le stesse variabili e viene formalizzato in preventivo scritto con limiti, milestone e modalità di aggiornamento.
In sintesi
→ Triage rapido; IR in finestre h24; PenTest 5–15 gg (perimetro medio).
→ Preventivo con limiti, milestone e reporting.
→ Nessun extra non autorizzato.
Test distruttivi e accessi abusivi sono esclusi. La raccolta di log e campioni segue il principio di minimizzazione; i segreti industriali sono segregati need-to-know.
L’assenza di change window o di rollback verificati costituisce rischio operativo: si preferiscono interventi reversibili, con comunicazioni chiare a business e IT.
In sintesi
→ Legalità e proporzionalità: nulla oltre lo scopo autorizzato.
→ Privacy e segreti: minimizzazione e segregazione.
→ Sicurezza d’esecuzione: finestre, piani di rollback e approvazioni.
Un partner affidabile non vende strumenti, ma metodo. Deve esibire procedure, playbook e modelli di report; dimostrare uso sistematico di hash e registri di custodia per gli artefatti critici; operare con controlli di sicurezza (es. ISO/IEC 27001) e un SOC con escalation codificate.
Le capacità di incident response e PenTest manuale (non solo scanner) sono determinanti, così come SLA e war-room strutturata.
In sintesi
→ Metodo documentato e verificabile (non slogan).
→ SOC/IR 24/7, Red/Blue/Purple Team e PenTest manuale.
→ SGSI/ISO, evidenze firmate e tracciate; SLA e governance chiare.
Se devi gestire un incidente o verificare la tua postura, valutiamo fattibilità e perimetro e proponiamo un piano con priorità, tempi e preventivo scritto.
Se mancano condizioni tecniche o legali, lo segnaliamo con trasparenza, indicando le alternative più sicure e proporzionate.
In sintesi
→ Valutazione preliminare chiara e riservata.
→ Piano operativo con milestone verificabili.
→ Stop trasparente in assenza di presupposti.
Entro 48 ore riceverai un piano preliminare senza impegno, con priorità, tempistiche e budget.
Dalla gestione di un data breach alle simulazioni di attacco su sistemi OT/IT: servizi che coprono l’intero ciclo di vita dell’evento, fino al recupero dello stato originale primario.
Lavoriamo con MITRE ATT&CK e NIST CSF, integriamo principi Zero-Trust e governiamo incidenti h24, così che ogni decisione sia tracciabile, proporzionata e difendibile.
In sintesi
→ Containment, forensics, remediation
→ Conformità NIS2/GDPR/ISO 27001
→ Analisti SOC certificati (CEH, CHFI, GCIH, GCFA)
Se l’urgenza è in corso, attiviamo l’incident response con escalation diretta al SOC 24/7 e coordinamento con legali e compliance.
Perché esporsi a sanzioni e ricatti sui dati sensibili?
Richiedi preventivo